Teatro dell’oppresso

Il Teatro dell’Oppresso è un metodo di lavoro, l’unione di uno sfondo teorico e di tecniche, che usa il linguaggio teatrale, ed è orientato a capire e trasformare la realtà quotidiana delle persone che lo attraversano. Il linguaggio teatrale è considerato da Augusto Boal, autore del TdO, una caratteristica dell’uomo per eccellenza, perché amplifica la capacità tipicamente umana di vedersi in azione, di pensarsi, e quindi di usare memoria e immaginazione per cercare alternative al presente e progettare il futuro. Con il linguaggio teatrale Boal vuole “rappresentare” la realtà, per poterla meglio capire e trasformare, per poterla manipolare senza pericolo, come fanno anche i bambini quando giocano, disegnano e drammatizzano.

Pertanto insieme al gruppo di migranti vengono proposti giochi ed esercizi che da un lato riportano alla dimensioni della memoria, della temporalità, del verosimile e della reciprocità dall’ altro attraverso l’ azione scenica stimolano il corpo a riappropriarsi della sua capacità espressiva, affinché l’individuo possa finalmente, seppur nella finzione teatrale, dare voce al proprio vissuto.
Crediamo che i percorsi di integrazione, intesa come processo complesso e multidimensionale, non si realizzano semplicemente nell’accesso al lavoro e alla casa, ma si fondano soprattutto sulla partecipazione attiva delle persone e sulla loro dialettica con le società di accoglienza. Accade così che, attraverso la realizzazione di scene di teatro-forum si interviene da un lato con un’azione di sensibilizzazione volta a rafforzare la cultura dell’accoglienza; dall’altro si forniscono agli stessi migranti ulteriori strumenti per il rafforzamento dei loro percorsi individuali.

Sono stati realizzati negli anni diversi spettacoli di teatro-forum in cui venivano messe in scena diverse problematiche affrontate dai migranti: lo sfruttamento sul lavoro, il razzismo, i problemi legati all’accoglienza a Roma dei minori stranieri non accompagnati.

LABORATORI DI TEATRO DELL’ OPPRESSO PER CHI OPERA IN AMBITO SOCIALE

La metodologia del Tdo viene inoltre utilizzata all’ interno di laboratori rivolti agli Operatori del sociale che incrociano l’esperienza della migrazione, chi per esperienza diretta, chi in modo informale o per professione. I laboratori intendono offrire un’opportunità per riflettere sulle difficoltà e sulla ricchezza che tale condizione può portare. La possibilità di “incontrarsi nel teatro” favorisce l’emergere di aspetti inesplorati e permette l’intreccio e la contaminazione tra i diversi punti di vista.

Attraverso l’ utilizzo di tecniche ludico teatrali semplici e graduali vengono condivise le difficoltà che si incontrano nel lavoro di accoglienza e della cura dei migranti. Gli operatori potranno mettere in scena delle situazioni complesse e irrisolte, che verranno analizzate in un modo dinamico. Successivamente attraverso il forum si potrà intervenire nelle scene per provare delle possibili soluzioni.

Per proporre un laboratorio e avere informazioni scrivere a: ilaria2007@gmail.com

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