Efiubò – La bocca di chi non ha bocca

C’erano molte domande che aspettavano risposte. E molte voci che non sapevano dove parlare.
La proposta è stata questa: raccogliamo gli interrogativi e le incertezze sui diritti che spettano in Italia a chi è migrante e li consegniamo ad esperti in legge e politiche migratorie. Poi uniamo tutto insieme, le domande e le risposte, e le cuciamo in un programma radiofonico così da farle arrivare a più persone possibile. È da questa idea che ha preso il via “Efiubò, la bocca di chi non ha bocca”.
In un dialetto del Togo Efiubò significa “la casa del re”, quel luogo di un villaggio dove si discutono e si risolvono i problemi della comunità. Efiubò è stata la bocca di chi spesso fatica a far sentire la sua voce, ma è stata anche la trasmissione di chi non “abbocca”, di chi vuole sapere quali sono i propri diritti e li vuole vedere garantiti e riconosciuti.
Grazie al supporto dell’agenzia Amisnet sono state realizzate dieci puntate radiofoniche, trasmesse da nove emittenti in tutta Italia e ascoltabili in podcast dal sito della stessa agenzia. Alle domande, rivolte sia dai migranti di Laboratorio 53 che da ascoltatori che hanno scritto alla casella di posta efiubo@gmail.com, hanno risposto avvocati e esperti dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, l’ASGI. Nel corso del programma si è parlato di accoglienza, lavoro, famiglia, rapporti con le istituzioni. E poi ancora di asilo, casa, vita quotidiana.
Efiubò è stata così per un anno, il 2013, una piazza aperta che tutti, migranti e non, hanno contribuito a costruire sulle fondamenta del rispetto e della conoscenza dei diritti.

QUI puoi sfogliare il volume che raccoglie tutte le domande e le relative risposte di “Efiubò – La bocca di chi non ha bocca”.

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