Quarto diario del gruppo AMA

IMG-20150115-WA0000 (2)L’odore del daal si sprigiona dalla cucina del primo piano in tutto il casale. Le spezie e il peperoncino penetrano nelle narici di chi sale le scale e dei tanti che stazionano, telefonini alla mano, nei corridoi e nelle stanze della Città dell’Utopia intenti a parlare tramite Facebook con gli amici rimasti al CARA di Castelnuovo di Porto o nei villaggi lontani del Pakistan, del Mali e del Senegal.

Mangiamo abbondantemente nella stanza rossa in una lunga tavolata che divora il pentolone di riso giallo in pochi minuti per poi mettersi in cerchio, dopo uno scioglimento muscolare che serve più a digerire che a riattivare i corpi.

È dall’inizio dell’anno che ci siamo resi conto di quanto sia importante affrontare il tema “città”. In questi mesi ci siamo presentati, abbiamo iniziato a conoscerci e ad ascoltarci parlando del nostro paese e della nostra lingua, del lavoro che facevano i nostri padri, noi stessi, e di quello che ci immaginavamo poter fare qui in Italia.

Ora sentiamo la necessità di ri-centrarci prendendo come luogo fisico d’incontro lo spazio fisico e concreto della città che ci troviamo a condividere: Roma. In questi anni abbiamo visto troppe volte migranti, giovani e adulti, trasformarsi, abbrutiti dalla vita nei centri di accoglienza, in corpi privi di stimoli e curiosità che di Roma avevano visto al massimo la strada per raggiungere gli uffici della questura e della commissione per l’esame della domanda d’asilo.

Il primo lavoro che facciamo è quello di disegnare un grande cerchio su un foglio bianco, tutto quello che c’è all’interno è Roma, come punto di riferimento prendiamo la stazione Termini, quasi al centro della mappa, poi tentiamo di arricchire il vuoto con i luoghi che conosciamo. Villa borghese, Tor Pignattara, Piazza Vittorio, S. Paolo, il Vaticano, Piazza Venezia, via del Corso, fortunatamente non siamo proprio a digiuno.
Sulla lavagna bianca tracciamo due righe verticali, ci ritagliamo tre colonne nelle quali scrivere rispettivamente i posti che ci piacciono, quelli che odiamo e quelli che ancora cerchiamo. Ci rendiamo subito conto dell’approccio soggettivo alla città: non è detto che il Colosseo debba necessariamente piacere, e infatti finisce nella colonna centrale, mentre il mare di Ostia, che i romani fuggono, rientra tra i luoghi preferiti; altri posti invece generano maggior dibattito: “A me Termini non piace!” sentenzia qualcuno, “Si, ma lì hai il wi-fi gratuito” gli ribatte un altro, ed ecco che la stazione più trafficata della Capitale viene divisa equamente tra la prima e la seconda colonna. Ma è dallo spazio più a destra della lavagna che escono fuori le necessità più impellenti del gruppo, c’è chi cerca un posto “tranquillo” e chi uno dove “ballare hip-hop” o “guardare i film di Bollywood” e “giocare a cricket”. Per sentirsi un po’ più a casa.

Per il Cricket c’è il parco di Centocelle e ogni parco senza troppi alberi, la mazza da cricket ce l’abbiamo, ci manca la palla però. Per i film di Bollywood ci sono biblioteche specializzate e un festival annuale, Asiatica, che a Bolliwood dedica alcune visioni. Il mercato di Piazza Vittorio è un must, lo conosciamo bene. Tracciamo i luoghi di alcune moschee che conosciamo. Facilmente dai luoghi veniamo trasportati a immaginarci relazioni, situazioni di vita. In biblioteca come nell’autobus, al mercato, all’internet point.

È difficile però pensare di scoprire la città rimanendo rinchiusi nelle quattro mura di una stanza, ecco perchè programmiamo uscite nei quartieri più disparati, in zona Ostiense per visitare le biblioteche gratuite della città, ma anche in centro per girovagare senza meta tra i vicoletti che dalla Fontana di Trevi portano a Piazza Navona e poi a Campo de Fiori e Trastevere attraversando strade affollate di turisti e di venditori ambulanti delle nostre stesse nazionalità. Un modo altro, certo, di attraversare la città. Molto votata l’uscita by night, una Roma da attraversare dalle otto di sera fino al mattino, di venerdì o sabato magari, quando le persone popolano le strade. Accenniamo a luoghi gratuiti dove incontrare amici, ascoltare musica, conoscere nuove persone. Accenniamo anche a cosa sono i centri sociali e le occupazioni a Roma. Da riprendere.

Il cielo è grigio fuori, la pioggia è imminente, per uscire non ci pesa aspettare la bella stagione, il sole primaverile in alcuni giorni già riscalda la città, come quando usciamo a camminare tra la Basilica si San Paolo e il Bibliocaffè letterario. Il gruppo, ci sembra oggi, ogni incontro di più acquista maggior lucentezza e una coesione, un’armonia più definita.

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