CODA – CIE Ponte Galera: due ragazze eritree rischiano il rimpatrio

Dal 21 maggio sono trattenute al CIE di Roma – in attesa di espulsione – due giovani ragazze provenienti dall’Eritrea. Sono state fermate dalle autorità di p.s. mentre cercavano di raggiungere il nord Europa e direttamente condotte al CIE di Roma per essere identificate e infine rimpatriate; questo è infatti il fine della misura del trattenimento.

Il loro trattenimento infrange le più basilari norme nazionali e internazionali sul diritto d’asilo e sul divieto di rimpatrio ove ci sia il rischio di subire trattamenti inumani e degradanti una volta rientrati nel proprio paese d’origine. L’UNHCR ha da anni una posizione chiara riguardo ai rischi che corrono i cittadini eritrei in caso di rimpatrio forzato e infatti non risulta che ad oggi vengano disposti accompagnamenti forzati verso tale paese. Il trattenimento di tutti coloro per i quali non può essere per legge disposto il rimpatrio viola le norme della direttiva rimpatri (2008/115/CE) che peraltro dispone che “Quando risulta che non esiste più alcuna prospettiva ragionevole di allontanamento per motivi di ordine giuridico o per altri motivi […], il trattenimento non e più giustificato e la persona interessata e immediatamente rilasciata”.

Il Centro Operativo per il Diritto all’Asilo sta predisponendo le azioni legali necessarie per il rilascio delle due giovani cittadine eritree, compreso l’esperimento di un ricorso d’urgenza alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo al fine di eliminare il pericolo del loro rimpatrio forzato.

CODA – Centro Operativo per il Diritto all’Asilo

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